mercoledì 12 febbraio 2014

Abuso di pazienza


Lunga ormai è la storia dell’impegno delle associazioni ambientaliste per la salvaguardia del Lago, che iniziò negli anni ‘80 con il loro leader storico “Associazione Lago di Bolsena”. Nel tempo, altre forze volontarie si sono aggiunte alla lotta, che prese un’impronta più incisiva nell’estate del 2011 con la petizione “Salvalago” e il suo enorme successo – quasi 14 mila firme che sostenevano l’appello alle amministrazioni di salvare il Lago dal degrado.
Pensavamo che i responsabili non potessero ignorare una manifestazione della volontà dei cittadini così eclatante. Ci illudevamo! Non ci rendevamo conto di tutto l’arsenale evasivo a disposizione degli amministratori – ignorare, non rispondere, evadere, aspettare, temporeggiare, convocare incontri, assemblee e comitati, promettere, ritirare le promesse, dimenticare impegni, stanziare fondi inesistenti, riferire ad altre necessità improvvise, assicurare trasparenza, chiudersi del silenzio … in questo senso è istruttivo leggere un riassunto delle promesse di finanziamento per ripristinare il funzionamento del disastrato collettore fognario del nostro lago.
Incoraggiati dai discorsi elettorali del Presidente Zingaretti, si sperava in un intervento energico e trasparente in soccorso al Lago, sia da parte del Presidente stesso, sia dell’Assessore Refrigeri e della sua squadra. Purtroppo, non è stato così.  Dopo un lungo silenzio, l’assessore acconsentì ad un incontro a Roma il 22 ottobre 2013, con due rappresentanti delle associazioni SALVALAGO. In quell’occasione fu solo promesso un successivo incontro collettivo con i funzionari responsabili dei vari settori. Dopo successive richieste fu fissato un secondo incontro per il 29 novembre, annullato però per un’imprevista convocazione del Consiglio Regionale.
 
 
Durante il mese di dicembre non è mai stato possibile contattare l’Assessore, e i rappresentanti di SALVALAGO si sono rivolti ai due Consiglieri regionali di maggioranza: Riccardo Valentini ed Enrico Panunzi. Il primo è uno scienziato e perfettamente a conoscenza dei problemi del Lago, il secondo è Presidente della Commissione Ambiente e quindi presumibilmente informatissimo.
Ricordiamo che in ottobre, durante la conferenza sulla geotermia a Bolsena, Valentini annunciò che “l'Assessore Refrigeri starebbe lavorando a un piano strategico (pronto “a giorni” o al massimo “nel giro di alcune settimane”) che risolve in un quadro condiviso e serio i vari problemi – l’inquinamento del lago dal sistema fognario disastrato, l’arsenico nell’acqua potabile (poiché il Lago potrebbe essere una fonte di acqua pulita) e le varie minacce alla qualità delle acque (come la geotermia).” Abbiamo quindi chiesto due settimane fa al Consigliere Valentini un incontro per conoscere gli sviluppi del piano strategico, ma siamo in attesa di risposta.
Il primo febbraio è avvenuto il primo incontro di un rappresentante di SALVALAGO con il Consigliere Panunzi, ma neanche lui ha dato risposte sul finanziamento. Ha detto che bisogna vedere se l’attuale impianto è la soluzione giusta, poiché consuma molta corrente elettrica...
In gennaio è stato pubblicato il bilancio regionale che prevede un finanziamento di 1,5 milioni di euro genericamente per “opere idriche”, che potrebbero contenere fondi per il ripristino del collettore del Lago. Non sappiamo però che cosa comprende questa voce, com’è la suddivisione della somma sui vari impieghi, qual è la tempistica degli interventi ...
Al fine di avere notizie dettagliate, SALVALAGO ha chiesto all’Assessore Refrigeri un ulteriore appuntamento, specificando che la finalità principale dell’incontro sarebbe di avere informazioni sul finanziamento del collettore. All’incontro fissato per il 4 febbraio, l’Assessore non si è presentato causa impegni imprevisti e urgenti, ma ha lasciato l’incarico a due assistenti che però erano del tutto ignari nel merito. Hanno detto che le cifre in bilancio sono grezze e che devono essere esplicitate dal nuovo Dirigente (come noto quello precedente, Raniero de Filippis, già pluriindagato e pluricondannato, è stato arrestato nel contesto dell’affare Cerroni). Non hanno potuto dare alcuna indicazione, neppure a livello d’intenzioni.
La voce di 14 mila cittadini, da ignorare? Le loro firme, da buttare? Insisteremo comunque, nonostante i nostri vani sforzi durante quasi tre anni, per tentare di tenere informati i cittadini e ottenere risultati tangibili. Prendiamo anche atto che trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza – le misure d’eccellenza per combattere la corruzione - non sono prioritari per le nostre amministrazioni.

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