venerdì 12 luglio 2019

Lavori per il collettore: problemi, ritardi e audizione


I ritardi nei lavori di ripristino del sistema fognario mettono a dura prova la pazienza dei cittadini e delle amministrazioni del Lago di Bolsena. Come già un anno fa, le speranze in “un’estate finalmente tranquilla, con acque pulite, senza notizie allarmanti su inquinamenti fognari” non si sono concretizzate. Anche se una grande parte dei lavori sull’anello circumlacuale è terminata, i rischi di malfunzionamenti, guasti e sversamenti nel Lago durante il difficile periodo estivo sono ancora alti.

 Da molti mesi i lavori di rifacimento del sistema circumlacuale sono rimasti essenzialmente fermi, senza che se ne conoscessero i motivi. Nonostante siano stati concessi ulteriori importanti finanziamenti,
il depuratore del COBALB, fermo da anni
 
• il depuratore è ancora in stato di completo abbandono e sversa, come già da anni, le acque reflue del bacino nel fiume Marta senza depurarle

• nelle stazioni di sollevamento mancano sempre alcune pompe, in molte stazioni i gruppi elettrogeni non funzionano, l’allacciamento dei nuovi quadri elettrici non è completato, il sistema di teleallarme non è installato.

Secondo il direttore del COBALB, a rischio sono in particolare le stazioni SS9 (al Grancaro), SS13 e SS15 (sul Lungolago di Montefiascone e Marta), SS19 (a Capodimonte) e SS20 (sul Marta). E in effetti, recentemente si sono verificati sversamenti dalla SS13, con danni alla salute del lago e al turismo.

sversamento dalla SS13
 
Qual è il motivo di questi ritardi, di questi problemi interminabili?

Poiché gli uffici della Regione non rispondono alle richieste d’informazione, la cittadinanza ha presentato un esposto alla Procura. Inoltre, si è rivolta alla consigliera regionale Silvia Blasi (M5S) che rapidamente è riuscita a organizzare un’audizione davanti all’VIII Commissione Regionale, la commissione congiunta Agricoltura e ambiente.
 
All’audizione, avvenuta il 9 luglio, erano invitati le amministrazioni di Bolsena e Montefiascone (rappresentate dal vicesindaco Andrea di Sorte e dal sindaco Massimo Paolini), le associazioni ambientaliste (rappresentate da Piero Bruni e Georg Wallner), la consigliera del comune di Montefiascone Rosita Cicoria, il direttore del COBALB Massimo Pierangeli, l’ingegnera Wanda D’Ercole direttrice regionale Lavori pubblici, stazione unica appalti, risorse idriche e difesa del suolo, e Massimiliano Proietti, il responsabile unico del procedimento del progetto di rifacimento. Erano presenti il presidente della Commissione, Valerio Novelli, e i consiglieri Silvia Blasi (M5S) e Eugenio Patané (PD).

Su invito del presidente ha preso la parola Silvia Blasi, esprimendo la sua preoccupazione per lo stato di salute del Lago, che è sito Natura2000 e ha un’importanza essenziale per l’economia del suo bacino e della provincia di Viterbo. Silvia Blasi ha riferito che durante due sopralluoghi, a ottobre 2018 e febbraio 2019, ha constatato un essenziale stato di fermo dei lavori sulla circumlacuale; inoltre non è stato fatto nulla per il depuratore.
 
all'audizione: Paolini, Pierangeli, di Sorte

Andrea di Sorte (qui il suo intervento) ha ripercorso la storia del degrado del sistema fognario. Ha messo in dubbio l’idoneità della ditta appaltatrice, che si appoggia esclusivamente su subappaltatori, causa questa di ritardi e del frastagliamento dei lavori. Ha chiesto informazioni sui tempi previsti, più chiarezza, più collegamento con il territorio dei responsabili per i lavori che dovrebbero almeno informare i comuni sullo stato del rifacimento.

Massimo Paolini ha detto di essere sconvolto, di non sapere più che fare di fronte ai problemi e i ritardi nei lavori. Secondo lui, “ormai siamo al momento della protesta fisica”.

Anche Piero Bruni ha ripercorso gli ultimi 10 anni evidenziando che dal momento della cancellazione dei finanziamenti al COBALB la concentrazione del fosforo nel lago – indicatore del suo stato di salute – ha iniziato a salire: adesso lo stato del lago è passato da buono a sufficiente, mentre la normativa europea e nazionale richiede che tutti i corpi d’acqua dovrebbero passare a uno stato buono. Sono in corso indagini dell’UE per violazioni della Direttiva Quadro delle Acque e della Direttiva Acque Reflue, che potrebbero comportare multe che superano di molto gli investimenti necessari per risanare il sistema fognario.

Georg Wallner ha sottolineato che, a parte il problema dei lavori di rifacimento in grave ritardo, esiste il problema almeno altrettanto grave della gestione, attuale e futura, del sistema COBALB. Attualmente, non è chiaro chi gestisce e organizza i lavori necessari, con il direttore in pensione e il COBALB in liquidazione. Per il futuro la gestione dovrebbe finalmente passare al gestore unico (Talete). I comuni si oppongono, perché Talete è considerato inefficace e fallimentare, e in effetti non è né trasparente né accessibile. Ha proposto una mediazione tra Regione e Comuni, per ascoltare le preoccupazioni delle amministrazioni e dare garanzie per il futuro. Trasparenza e coinvolgimento degli stakeholder locali nelle decisioni della Regione, pertanto obbligatori per legge, sono assenti, il che rende inefficaci i processi e crea conflitti inutili.

Rosita Cicoria ha presentato un dettagliato dossier sulla ditta appaltatrice, sulle inadeguatezze dei lavori di ripristino e sui finanziamenti: 2.838.000,00 euro stanziati di cui 727.000,00 già liquidati alla data del 03/04/2019, 1.127.000,00 da liquidare entro il 31/12/2019 e 984.000,00 circa previsti con un impegno di spesa futuro.
 
Il direttore del COBALB, Massimo Pierangeli, ha rilevato che tutti i problemi non sarebbero apparsi se fosse stata applicata la legge, secondo la quale tutti i comuni avrebbero dovuto entrare in Talete nel 2007. Questo non è stato messo in pratica dalla Regione. Per quanto concerne i lavori di rifacimento, ci sono gravi problemi con la ditta appaltatrice che negli ultimi mesi ha disatteso gli ordini di servizio. Il fornitore delle pompe si rifiuterebbe di fornire le pompe mancanti e di sbloccare alcune pompe già fornite, a meno che venga versato un deposito cauzionale. Le ditte subappaltatrici non intervengono più perché non sono state ancora pagate. Secondo Pierangeli, “la ditta è inidonea”.

La direttrice regionale per i Lavori pubblici, Wanda d’Ercole, ha riferito che l’appalto era già in corso quando è stata nominata, che non si può esprimere sulla ditta e che non era al corrente di molti dei problemi. Ritiene essenziale risolvere il problema gestionale e quindi ha imposto il commissariamento dei comuni che si rifiutano di entrare in Talete (vedi qui), che adesso è effettivo: secondo lei, nel giro di 90 giorni sarà definitivo il passaggio del COBALB a Talete.

L’ingegnere Proietti ha constatato che sull’appalto ha pesato molto il sequestro del depuratore con cui si è perso un anno; inoltre, alcuni aspetti contabili hanno portato “all’apnea economica dell’appalto”. Adesso le criticità sono superate, mancano un paio di mesi per risolvere i problemi della circumlacuale, entro 90 giorni le gestione passerà alla Talete che già immediatamente entrerà, in modo graduale, nella conduzione. Entro l’anno 2019 il depuratore avrà una funzionalità discreta che sarà completa all’inizio del 2020.

In conclusione, Silvia Blasi e Andrea di Sorte, pur esprimendo la loro insoddisfazione con le spiegazioni sui ritardi fornite, invitano la commissione di riunirsi a settembre a Bolsena. Ringraziando del “fruttuoso lavoro”, il presidente Novelli dichiara di voler continuare a monitorare la situazione. 

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