sabato 6 ottobre 2018

Geotermia, ultimi sviluppi


È sempre in bilico il futuro della geotermia nel comprensorio del Lago di Bolsena. Due gli impianti vicini alla realizzazione:

- La centrale “Nuova Latera” della ENEL Green Energy, il cui progetto, dopo la presentazione delle osservazioni contrarie il 12 settembre 2017, è al vaglio della commissione per le valutazioni d’impatto ambientale competente, e
- l’impianto pilota di Castel Giorgio proposto dall’ITW-LKW Geotermia Italia del quale ci siamo occupati più volte (recentemente qui).


La decisione sulla realizzazione di quest’ultimo sarà presa dal Consiglio dei Ministri, dopo la conclusione della fase istruttoria con la terza riunione di coordinamento del 10 settembre 2018.

In questa sede i Comuni interessati hanno depositato un documento che riassume i loro pareri contrari all’impianto. Questi sono incentrati, da un lato, sui pericoli che presenta la centrale di Castel Giorgio per la popolazione e l’ambiente, e dall’altro sull’esistenza di vincoli ambientali con i quali l’impianto è in contrasto.
I pericoli derivano dalla conformazione specifica del sottosuolo fortemente fratturato nel comprensorio del Lago di Bolsena, che è sito tutelato dalla Comunita Europea.
Specificamente sono collegabili ai seguenti aspetti:

- la presenza di numerose faglie che consentono la risalita del fluido geotermico verso la falda acquifera superficiale inquinandola con arsenico e altre sostanze cancerogene;
- la formazione di “compartimenti” nella roccia del serbatoio dovuta alle faglie, che ostacolano i flussi orizzontali causando il trasferimento permanente di fluido geotermico dalla zona di produzione a quella di reiniezione;
- l’aumento del rischio sismico dovuto agli squilibri di pressione e di temperatura nelle zone di produzione e di reiniezione, tenendo conto anche della presenza di faglie attive nella zona (evidenziata dal terremoto del 2016 – Madre Terra ammonisce).

 
Ricordiamo che tutti i sindaci del comprensorio hanno dichiarato la loro opposizione alla realizzazione delle centrali geotermiche, come il presidente della Provincia di Viterbo.
Durante la riunione del 10 settembre, la Regione Umbria ha ribadito la propria posizione contraria, dichiarando che non intende rendere l’intesa (vedi qui) alla realizzazione dell’impianto.
La Regione Lazio ha assicurato che valuterà attentamente eventuali ricadute dell’opera sul bacino idrogeologico del Lago di Bolsena.
Un forte sostegno politico per il territorio viene da esponenti del M5S: dai parlamentari Federica Daga, Gabriele Lorenzoni e Virginia La Mura che chiedono al Governo di dare parere negativo agli impianti, e dagli eurodeputati Dario Tamburrano e Eleonora Evi, che più volte sono intervenuti efficacemente in sostegno della cittadinanza. Tamburrano porta avanti, a livello europeo, una battaglia contro gli incentivi per la geotermia inquinante ed è autore di una lettera incisiva ai ministri di Maio e Costa.

Dopo una vivace danza di emendamenti (qui e qui), la Regione Lazio ha recentemente prolungato la moratoria, che sospende le procedure amministrative per il rilascio dei permessi di ricerca riguardanti le risorse geotermiche ad alta e media entalpia, “in attesa della redazione della carta idro-geotermica regionale e del Piano energetico”.
La carta idro-geotermica in questione sarà redatta dagli esperti dell’Università Roma Tre. Presenterà un riassunto di tutti i dati e studi sugli acquiferi superficiali e profondi nel Lazio e costituisce quindi un database ambientale essenziale.
La carta potrà così fornire indicazioni alle imprese proponenti circa la convenienza tecnica e economica (a breve termine) di realizzare un impianto geotermico in un certo sito.
Sicuramente però non potrà dare un giudizio generale di “idoneità”, nel senso della sostenibilità ambientale e sociale, di un certo sito allo sfruttamento geotermico: non potrà indicare dove si può fare la geotermia e dove no si può fare – questo richiede un approfondito studio specifico di tutti gli aspetti di un dato impianto.
E, sicuramente, non solleverà gli amministratori dalla loro responsabilità politica di prendere decisioni per il territorio e la sua popolazione.
 
 

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