L’evento “World Carp
Classic 2012” che si è svolto al Lago di Bolsena nei primi giorni di settembre,
ha provocato commenti, critiche e polemiche. Tentiamo di chiarire alcuni punti circa
gli eventuali danni provocati dal carp-fishing.
Il carp-fishing è una
delle tante attività che possono, in certe circostanze, creare problemi al lago,
soprattutto per 4 ragioni;
1) inquinamento del
lago (aumento della trofia) a seguito di una massiccia pasturazione (lancio
di esche per attirare i pesci e per abituarli al luogo di cattura) con numerosi
materiali (preparati di cereali e legumi (tra cui i “tiger-nuts”));
2) con questa pesca si
favorisce la presenza di specie alloctone:
- di diverse specie di
carpe esotiche, una delle quali (Amur o carpa erbivora) è particolarmente
pericolosa perché letteralmente "divora" le piante acquatiche - nel
Lago Albano sembra abbia devastato tutti i popolamenti esistenti, distruggendo
quindi un habitat importantissimo per l'intero ecosistema lacustre;
- di certe piante
acquatiche infestanti, p. e. lo zigolo dolce (chufa, “tiger-nut”). In più,
esche di chufa preparate male sono dannose per i pesci.
3) la realizzazione
delle "piazzole" per il carp-fishing ha comportato in diverse occasioni
il taglio del canneto già troppo danneggiato.
4) la presenza
costante in acqua di pescatori è comunque fonte di disturbo per la fauna
selvatica. Un disturbo in più che fino a qualche anno fa non c'era (cui si
aggiunge l’eventuale danno causato da un comportamento irregolare di alcuni
partecipanti – rifiuti, disturbi vari ...).
Certo, il carp-fishing è un fenomeno inarrestabile a
causa del notevole vantaggio economico per i Comuni. Basterebbe rendersi conto
che una gestione sostenibile di quest’attività, e in generale di tutta la
problematica ambientale dell’ecosistema del Lago, sarebbe un valore aggiunto
importante, anche economico, per la nostra zona.
In questo senso,
sarebbe da criticare particolarmente il regolamento del World Carp Classic 2012
al Lago di Bolsena, che esplicitamente esclude ogni provvedimento limitante per
la pasturazione e le esche (a parte il divieto di esche vive), ignorando i
suggerimenti vincolanti espressi nello studio scientifico “Misure di
Conservazione della ZPS/SIC “Lago di Bolsena – Isole Bisentina e Martana”;
provvedimenti limitanti simili sono in vigore in molti laghi nel mondo, fino al
divieto totale della pasturazione e di certe esche.
Consigliabile quindi
un buon regolamento, un efficace controllo delle regole e una campagna
d’informazione funzionale e aperta per i pescatori e la popolazione.
