giovedì 2 giugno 2016

Madre Terra ammonisce


Madre Terra ammonisce gli amministratori: è ora di farla finita con i progetti di sfruttamento geotermico nella zona di Castel Giorgio. È proprio lì il centro dello sciame sismico (di cui di magnitudo 4,1 la scossa finora più forte) che da giorni preoccupa la popolazione, con chiusura delle scuole in 5 comuni e lievi danni ad alcuni edifici.

Terremoto del 30 maggio ore 22.24, epicentro a Castel Giorgio, magnitudo 4,1
 
I primi a reagire sono stati i candidati sindaci (vedi l’articolo di newtuscia): ”il 31 maggio, i candidati sindaci di Castel Giorgio (Andrea Corridore, Andrea Garbini, Rodolfo Proietti e Claudio Tarmati) ed i candidati sindaci di Acquapendente (Angelo Ghinassi, Francesco Luzzi e Solange Manfredi) hanno firmato un documento che li impegna, una volta Sindaci, ma anche come opposizioni, a contrastare i pericolosi progetti geotermici. Ed a perseguire la valorizzazione di un territorio a vocazione agricola, turistica, artigianale e naturalistica di qualità, e che deve essere protetto da avventure industriali a carattere speculativo.”

Facciamo appello a tutti i candidati sindaci del comprensorio del Lago di Bolsena, affinché seguano questo esempio di responsabilità e firmino un impegno analogo.

I candidati di Castel Giorgio e Acquapendente ricordano che la presidente della Regione Umbria deve assumersi le sue responsabilità a salvaguardia della salute dei cittadini: “È necessario che la Presidente Marini - nelle cui mani è da tempo una decisione finale - la prenda ora, con coraggio, sulla base di ormai incontestabili dati tecnici e della contrarietà delle popolazioni che amministra. E finalmente respinga il progetto, come è ampiamente nei suoi poteri e nei suoi doveri. E riveda urgentemente-dopo l’attuale terremoto, ancora in corso- la improvvida decisione di declassare Castel Giorgio e Castel Viscardo da classe sismica 2 a classe 3 presa nel 2012 (DGR n. 1111/2012).”
 
 
Come lo riassume l’Associazione Lago di Bolsena, il quadro è chiaro:
“In Umbria, il 23 Marzo, il Consiglio Regionale ha approvato il parere contrario all’impianto proposto dalla propria Commissione Ambiente. Tutto è predisposto affinché la Giunta possa negare l’autorizzazione dell’impianto anche da oggi, ma le settimane passano e niente accade.
Nel Lazio, il 24 Marzo, ha avuto luogo una audizione presieduta dal Presidente Enrico Panunzi, alla presenza dell’Assessore Mario Buschini, assistito dall’Ing. Flaminia Tosini. L’audizione si è conclusa con l’impegno di organizzare un tavolo tecnico. Ma anche in questo caso le settimane passano e niente accade.
A livello di Governo, il 15 Aprile 2015, le Commissioni Parlamentari congiunte dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente hanno impegnato il Governo con una risoluzione a stabilire entro sei mesi una zonizzazione dove si può autorizzare o meno la geotermia. Sono passati 13 mesi, ma niente accade.
Questi ritardi fanno pensare che a livello superiore vi sia l’intenzione di arrivare alle ferie estive e poi al referendum di ottobre per cambiare le carte in tavola con le eventuali modifiche della Costituzione.”

Il temporeggiare degli organi delle Regione è dovuto all’influenza delle lobby della geotermia su alti livelli del governo, che perdura anche dopo la caduta della ministra Guidi? Come ha rivelato l’indagine di Potenza, due erano in particolare, secondo i giornali nazionali che riportano le inchieste in corso, i protagonisti di questa sporca vicenda geotermica:

Stefano Boco, ex-sottosegretario, ex-onorevole, ora presidente della società geotermica Magma Energy Italia (con le collegate ToscoGeo e Graziella Green Power di una nota famiglia di gioiellieri di Arezzo, città da cui proviene anche il deputato PD Marco Donati, di cui si parla nelle intercettazioni) che viene favorito dal sig. Gemelli, compagno della Ministra Guidi. L’altro è l’onorevole Ignazio Abrignani, che probabilmente segue dalle origini l’iniziativa, essendo stato Capo della Segreteria dell’On Scajola. Le imprese pro-quartierino dell’onorevole sono numerose. E di sue attività notturne in Parlamento per infilare emendamenti pro-geotermia parlano le carte dell’inchiesta potentina, collegandole in qualche modo all’attività del Boco.

Madre Terra ammonisce: se mi stuzzicate, io reagisco. Nel mondo scientifico, da decenni è acquisito che trivellazioni , fracking e sfruttamento geotermico inducono terremoti, che possono raggiungere una magnitudo corrispondente a quella della tipica sismicità naturale della zona. Ricordiamo che la magnitudo del terremoto avvenuto a Castel Giorgio, nel 1957, era di 4,9 – con gravi danni agli edifici della zona.

 
Tenendo conto del parere scientifico, è non soltanto ridicolo, ma soprattutto preoccupante nella sua ignoranza, il commento dell’ITW-LKW Geotermia Italia ai recenti eventi sismici: “Nessuna relazione tra geotermia e sismicità”.


venerdì 27 maggio 2016

Salviamo l'Isola Bisentina!


Circa due mesi fa si è formato il Coordinamento Cittadino “Salviamo l’Isola Bisentina”, costituito da un gruppo di associazioni e realtà della cittadinanza attiva del comprensorio del Lago di Bolsena, con l’obiettivo di intervenire per la salvaguardia dell’Isola Bisentina.
Come sappiamo tutti, l’Isola, proprietà della Principessa Maria Angelica Del Drago, è inaccessibile ai visitatori ormai da dieci anni; da molti anni il patrimonio architettonico si sta degradando pericolosamente. Né la proprietaria, né amministrazioni e istituzioni sembrano in grado di tutelare questo prezioso Bene Comune.
Qui sotto segue la presentazione programmatica del Coordinamento Cittadino. Possiamo sostenere l’azione da subito, inviando un'email al Governo Italiano, che invita i cittadini a segnalare “un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare.” (vedi la pagina del Governo Italiano bellezza.governo).
Un numero importante di segnalazioni in favore dell’Isola Bisentina potrebbe svegliare, già sin d’ora, l’attenzione delle amministrazioni. Un esempio semplice per la mail da inviare, entro il 31 maggio, all’indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it :
Oggetto: Isola Bisentina, Capodimonte, prov. VT, Lazio
Desidero aderire all’invito del Governo Italiano, segnalando l’Isola Bisentina, Capodimonte (Lazio - prov. VT) all’iniziativa bellezza@governo.it.
Distinti saluti
 Per approfondire la problematica, è possibile inviare allegati fino a 3 MB.
Importante anche, che ognuno ha la possibilità di segnalare più luoghi (purtroppo non mancano i luoghi da recuperare!), preferibilmente tramite un’email per ogni luogo.
 
 



Salviamo l’Isola Bisentina!

L’Isola Bisentina con il suo singolare valore architettonico e naturalistico, nonché culturale e spirituale, costituisce uno dei patrimoni più preziosi del comprensorio del Lago di Bolsena e dell’intera Regione Lazio. L’isola, ricca di dettagli prodigiosi – i sette oratori (tra cui l’oratorio di Monte Calvario con la Crocifissione attribuita a Benozzo Gozzoli, e il tempietto sangallesco di S. Caterina), il convento con il chiostro e la sua chiesa coronata dalla cupola “vignolesca” del Garzoni, i giardini, i lecceti, le rupi inaccessibili – è da intendere, più che somma delle sue parti, come opera d’arte ideale e totale, unica nel mondo.
Dopo un periodo di apertura generosa al pubblico e di disponibilità per molteplici esperienze artistiche e naturalistiche, l’isola è inaccessibile ai visitatori ormai da dieci anni; da molti anni il patrimonio architettonico si sta degradando pericolosamente. Né la proprietaria, né amministrazioni e istituzioni sembrano in grado di intervenire per salvaguardare questo prezioso Bene dell’Umanità.
Recentemente, un gruppo di associazioni e realtà della cittadinanza attiva del comprensorio si sta organizzando per tentare di cambiare le sorti dell’Isola. Il nostro intento è, in primis, ricordare – nel senso di riportare nel cuore – a tutti le bellezze e l’importanza della nostra Isola. In secondo luogo, vogliamo sostenere le persone e gli organi coinvolti nella salvaguardia e la cura del patrimonio architettonico e naturalistico, puntando sulla condivisione e sul dialogo, proponendo soluzioni concrete e realistiche.
Nel corso di quest’estate, allestiremo una mostra documentaria itinerante che informa sulla storia dell’Isola e parla delle sue bellezze e problematiche. La mostra sarà affiancata, tra l’altro, da conferenze che illustreranno i vari aspetti. Pubblicheremo articoli, sensibilizzeremo i media e inviteremo tutte le figure coinvolte a partecipare a una tavola rotonda, dove si tenterà di costruire una soluzione.
Ci appelliamo a tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Isola di partecipare e di contribuire al nostro impegno. Una prima possibilità per scambiare idee e informazioni rappresenta il gruppo su facebook “Salviamo l’isola Bisentina”; inoltre potete rivolgervi a noi scrivendo a “salviamolabisentina@gmail.com”.

 Coordinamento Cittadino “Salviamo l’Isola Bisentina”

 

lunedì 18 aprile 2016

Importanti novità - geotermia e collettore circumlacuale


Novità positive riguardanti due temi critici, essenziali per la salute del Lago di Bolsena.


Già il 15 febbraio (dopo le sfortunate esternazioni del manager dell’ITW-LKW Geotermia Italia S. p. A., Diego Righini, vedi link), la seconda commissione consiliare dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, presieduta da Eros Brega, aveva effettivamente detto NO agli impianti geotermici sulla piana dell’Alfina (vedi il link del RadioGiornale). Aveva proposto all’Assemblea Legislativa di impegnare la Giunta Regionale a tenere in debita considerazione … “la totale contrarietà espressa con atti ufficiali da parte di tutti gli Enti locali della zona, oltre che dai cittadini e dai numerosi comitati che si sono costituiti per avversare il Progetto”. Inoltre, aveva chiesto “che ogni decisione finale sia subordinata al rispetto del principio di precauzione, principio che deve prevalere in tutti gli ambiti che attengono l’interesse della salute della popolazione e della tutela ambientale, come previsto sia dalla normativa nazionale che europea”.

E infine, dopo multipli rinvii, il 22 marzo, con 11 voti favorevoli della maggioranza e 6 astenuti delle opposizioni, l'Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato la proposta di risoluzione predisposta dalla Seconda Commissione (vedi il link). Adesso spetta alla Giunta Regionale la decisione finale.

voto nell'Aula di Palazzo Cesaroni
Nel frattempo, il Ministero dell’Ambiente aveva chiesto, con lettera del 11 febbraio, alle Regioni Umbria e Lazio di svolgere le opportune verifiche su quanto denunciato dalla Associazione Lago di Bolsena per cui “la costruzione di detti impianti-considerate le particolari caratteristiche del lago e della falda profonda non confinata- rischierebbero con il tempo di inquinare con quantità significative di arsenico (di cui sarebbero ricchi i fluidi di risalita provenienti dall’acquifero vulcanico)  il lago di Bolsena, nonché la falda utilizzata a scopo idropotabile in diversi territori del Viterbese e parte dell’Orvietano”.

Intanto si muove anche la Regione Lazio con la proposta, fatta dal neo-assessore all’Ambiente Mauro Buschini il 24 marzo durante un’audizione in Commissione Ambiente, di istituire un tavolo di approfondimento tecnico sugli impianti geotermici pilota sulla piana dell’Alfina. All’audizione, richiesta dal Comune di Montefiascone, erano presenti l’assessore Renato Trapè per il Comune falisco, i sindaci di Acquapendente Alberto Bambini e di Bolsena Paolo Equitani, e rappresentanti dei comitati cittadini tra cui Piero Bruni (presidente dell’associazione Lago di Bolsena). Nel corso dell’audizione gli amministratori hanno espresso perplessità sull’impatto che questi impianti possono avere per la vocazione turistica del territorio.

Ultima notizia dall’articolo “Gli interessi del “quartierino” sul settore geotermico” di “Il Sole 24 Ore”: la lobby della geotermia sembra sia coinvolta anche nelle inchieste che riguardano l’ex ministra Guidi (del Mise – ministero dello Sviluppo Economico, che si è prodigato nel sostenere gli impianti dell’Alfina) e il suo compagno Gianluca Gemelli.

Nell’inchiesta di Potenza sullo scandalo petroli s’ipotizza l’accusa di associazione per delinquere per Gianluca Gemelli, Nicola Colicchi (presidente della camera di commercio di Siracusa), Paolo Quinto (capo della segreteria della senatrice Anna Finocchiari) e Ivan Lo Bello (numero due di Confindustria) che si sarebbero mossi per commettere “delitti contro la pubblica amministrazione, un numero indeterminato di delitti di traffico di influenze illecite, abuso di ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.” Miravano, tra l’altro, “alla realizzazione di impianti energetici” in tutta Italia, e “al permesso di ricerca di risorse geotermiche per la sperimentazione di impianti pilota”.

E siamo solo all’inizio delle indagini. Geotermia, energia pulita?

 
Per quanto riguarda il collettore circumlacuale delle acque reflue del comprensorio gestito dal COBALB, finalmente (pubblicazione il 30 dicembre 2015) è stato bandito l’appalto denominato appalto dei lavori di adeguamento rete fognaria e depuratore Cobalb a servizio dei comuni del lago di Bolsena.

 
Termine ultimo per la presentazione delle offerte è stato il 8 febbraio. L'assegnazione dei lavori ha subito un lieve ritardo perché non era stata rispettata in pieno la proceduta dell'ANAC (Autorità Anti Corruzione presieduta dal Dott. Cantone)

Comunque, tutto è stato risolto, e tra poco sarà conosciuto il nome della ditta aggiudicataria dei lavori. Gli interventi saranno concordati con il COBALB e la sua esperta squadra guidata dal direttore Massimo Pierangeli, che nell'intero procedimento è stato nominato supporto RUP. L'importo complessivo dei lavori è di due milioni di Euro I.V.A. compresa.

I primi lavori riguarderanno interventi urgenti sul collettore stesso e sulle stazioni di pompaggio; dopo tanti anni possiamo contare su un’estate tranquilla sotto questo aspetto!

mercoledì 10 febbraio 2016

Comprasi Regione?

Diego Righini, manager capo dell’ITW-LKW Geotermia Italia, è sconsolato, amareggiato: “avuti tutti i permessi imposti dalla legge e anche quelli aggiuntivi imposti dall’opportunità politica, non riesce ad avvitare nemmeno un bullone della futura centrale geotermica di Castel Giorgio”. Mancano le firme definitive delle Regioni Lazio e Umbria.

Diego Righini, manager dell'ITW-LKW Geotermia Italia,

“Se fossimo passati, da queste autorità, con le “bustarelle” a quest’ora tutto sarebbe risolto” si lamenta Righini. Per Il Sole 24 Ore, che ha pubblicato e commentato una lettera aperta del manager, “… un lamento sbagliato, inaccettabile, che i destinatari dell’ipotetica “unzione” sanno respingere con la dovuta indignazione”, ma è uno “sfogo umanissimo” (vedi il contributo).

Parlando di “violenza amministrativa”, Righini protesta: “Non ci crederete, ma paghiamo migliaia di dirigenti e dipendenti pubblici per non avere in cambio da loro nulla di quello che ci serve come imprenditori e cittadini”.

Evidentemente, Righini è a conoscenza dei personaggi corrompibili in grado di facilitare le sue pratiche.

“Faccia i nomi, dica chi sarebbero coloro disponibili a cedere alle pressioni di qualsiasi imprenditore, si rivolga alla magistratura penale e chieda giustizia” afferma un rappresentante delle istituzioni locali dell’orvietano. “Se qualcuno può essere condizionato da un sistema ‘oliato’ non si perda tempo e si vada direttamente negli uffici della Procura della Repubblica competente”, aggiunge un sindacalista del territorio” secondo un articolo del RadioGiornale.

Ma il vero motivo dell’esternazione di Righini è di fare il suo dovere da “imprenditore e cittadino”? Perché il famoso quotidiano economico italiano da voce e sostegno al manager dell’ITW LKW?

Se si trattasse solo del manager Righini, personaggio poco significante reduce da una breve e sfortunata carriera politica nel MIR (Moderati in rivoluzione, 0,2 % di consensi nel 2013, poi dissoltosi in FI, il cui leader Gianpiero Samorì – vicino a Dell’Utri e alla massoneria (vedi qui e qui) - rinviato a giudizio per il crac della banca Tercas), qualcuno ne prenderebbe nota? Ha ricevuto un minimo di attenzione soltanto in febbraio 2013 quando ha invitato a “colpire una giornalista di sinistra che punta a fermare la nuova politica” (colpevole perché “la sera si vede con i vertici del Pd”) pubblicando nome e numero di telefono della giornalista: “Chiamatela, potrebbe accontentare anche a voi!” (vedi il contributo , da non perdere anche la sua intervista in occasione del Festival dell’Energia 2014, dove si presenta da eccellente venditore (di fumo)).

impianto geotermico
Altrettanto priva di interesse è la società rappresentata da Righini: secondo le ricerche dell'Associazione Lago di Bolsena, ha un socio unico di diritto austriaco, è stata fondata con capitale di 200.000 euro ed ha un unico dipendente. La ITW-LKW Geotermia Italia non ha mai fatto un lavoro di qualsiasi natura e neppure il socio unico, e non ha di conseguenza alcuna competenza tecnica.

Questi sono quindi il personaggio e la ditta a cui vogliamo affidare un progetto delicatissimo per la salute dell'ambiente e dei cittadini?

Sappiamo però che a livello governativo un solido patto traversale appoggia il progetto di Castel Giorgio (Abrignani, Barberi ecc.) ed esercita una notevole pressione sulle Regioni, che danno segnali di cedere, pronte a revocare parole date e opinioni contrarie pubblicamente espresse (Refrigeri, Valentini) nel passato (vedi qui). La cittadinanza rappresentata da tutti i Sindaci del comprensorio è compattamente contraria al progetto (vedi il nostro post).

Non potrebbe quindi trattarsi piuttosto di un monito dall’alto, diretto alle Regioni e gli addetti incaricati a decidere sui permessi?  Un monito che contiene anche un accenno alla possibilità di fare i nomi di quelli che (come insinua Righini) prendono “le bustarelle”?

Avrà lo sperato successo questo monito, potrà agevolare l’arrivo del placet delle Regioni? Forse non sarà così semplice: il presidente della seconda Commissione di Palazzo Cesaroni, Eros Brega, in una nota “condivisa anche dai componenti dell'organo assembleare” ritiene "gravissime e inaccettabili le considerazioni che il manager della società Itw-Lkw, Diego Righini, ha espresso” (vedi articolo).

lunedì 25 gennaio 2016

Bilancio 2015


2015 – un altro anno di lotta dura per la tutela del Lago di Bolsena. E non sarà l’ultimo.

Finalmente si registra un successo sul fronte della raccolta delle acque fognarie del comprensorio lacustre e del loro smaltimento: è stata indetta la gara di appalto per il ripristino del disastrato collettore circumlacuale (anche se mancano alcuni chilometri di collettore per essere definito come tale). Il termine per la presentazione delle offerte scade l’otto febbraio, l’apertura delle offerte è prevista il 16 febbraio.
Durante tutto l’arco dell’anno scorso si sono succeduti piccoli e grandi sversamenti, accidentali oppure “programmati”, delle fognature nel Lago. L’ultimo è stato causato dalla rottura, il 12 dicembre, dell’unica pompa della stazione 14 sul confine tra i comuni di Marta e Montefiascone ed è durato quasi una settimana (vedi l’articolo del RG). Dopo le riparazioni le persone tendono a dimenticare, ma il Lago non dimentica perché accumula negli anni gli effetti dei successivi sversamenti, piccoli e grandi, e li rende misurabili sotto forma di concentrazione di fosforo totale.

 
Se tutto va bene i lavori potrebbero iniziare fine marzo, giusto in tempo per risolvere i problemi più urgenti del collettore prima della stagione estiva. Comunque, il grosso dei lavori (tempo complessivo previsto di 280 giorni) si farà dopo l’estate. Sono a disposizione circa 2 milioni di Euro – 1,3 milioni per ridare funzionalità al depuratore, 700 mila per riparare il collettore.

Sul fronte della geotermia l’esito della lotta è ancora incerto, ma le previsioni sono pessimistiche. Si ricorda (vedi i nostri post precedenti) che il permesso di ricerca geotermico si trova a cavallo delle Regioni Umbria e Lazio e che prevede due impianti “pilota” a media entalpia, uno a Castel Giorgio in procinto di concludere l’iter autorizzativo, e il secondo a Torre Alfina la cui procedura è nella fase iniziale. Sono impianti che espongono a rischio di inquinamento con arsenico l’acquifero dal quale viene attinta l’acqua per uso potabile, oltre ad aumentare il rischio sismico (per una documentazione completa vedi il sito dell’associazione Lago di Bolsena). Il Governo ha già autorizzato l’impianto di Castel Giorgio che ora deve essere convalidato dalle due Regioni presso la Conferenza dei Servizi appositamente costituita.

 
Ora che il progetto è arrivato nelle mani delle Regioni Lazio ed Umbria, più vicine alle tematiche del proprio territorio, si spera che si rendano consapevoli che l’impianto di Castel Giorgio preleverebbe da sotto il bacino del Tevere in Umbria 1000 tonnellate all’ora di fluido geotermico, contenente centinaia di microgrammi per litro di arsenico, per riversarlo sotto il bacino idrogeologico del lago di Bolsena, mettendo a rischio di inquinamento il sovrastante acquifero. Tutto questo non accadrebbe se fossero adottate recenti (per pozzi profondi) tecniche alternative a basso rischio ambientale note come BHE o DHE (Borehole o Downhole Heat Exchanger).
Invece diventa sempre più evidente che le due Regioni sono pronte a cedere alle pressioni del Governo. Ultimo indizio ne è il fatto che i sindaci, i comitati e le associazioni dell’Orvietano sono stati ascoltati dalla Commissione Ambiente della Regione Umbria (incaricata di approfondire le tematiche relative alla geotermia “pilota” sull’Alfina) separatamente (contrario a quanto previsto) dalle rappresentanti della società ITW-LKW che vuole realizzare gli impianti. A ciò si aggiungono alcune dichiarazioni dell’Assessora all’Ambiente Fernanda Cecchini dell’Umbria (vedi l’articolo del RG).
L’associazione Lago di Bolsena ha chiesto alla Commissione Ambiente della Regione Lazio di convocare, come in Umbria, una audizione per ascoltare il parere dei sindaci e delle associazioni ambientaliste dei comuni del comprensorio. È fondamentale che la convocazione avvenga prima che la Regione Lazio esprima il proprio parere alla suddetta Conferenza dei Servizi. Procedura opportuna visto che in occasione di un convegno ad Orvieto tutti i Comuni, nessuno escluso, della vasta area umbro laziale che circonda gli impianti hanno detto NO ai due progetti: 25 Comuni che rappresentano 85 mila abitanti e 1700 km² del territorio! Si può ignorare la voce dei cittadini?

 
Il 2015 è stato anche l’anno in cui l’Amministrazione Regionale ha rinunciato a realizzare una tutela efficace e globale dell’ecosistema del Lago, che sarebbe invece l’unico modo per arrestare il suo degrado. Ha deciso di ignorare il preciso programma delineato nelle Misure di Conservazione della zona di protezione speciale (ZPS) del Lago e elaborato dai massimi esperti in materia sostituendolo con alcune misure completamente inadeguate (vedi il post).

In sintesi, un bilancio pesantemente negativo per il 2015: da una parte sono stati resi disponibili i fondi per il ripristino dell’attuale collettore, lasciando però irrisolte altri significativi problemi quali lo smaltimento delle acque reflue sul versante occidentale del Lago, la revisione delle reti fognarie locali, l’abusivismo e tante altre. Gli effetti si misurano con l’aumento del fosforo totale che è aumentato da 8 a 15 microgrammi per litro nel corso degli ultimi otto anni.
Tutto ciò soltanto dopo anni di esasperante lotta contro il muro di gomma, di impossibilità di dialogo - peraltro ampiamente promesso nel periodo elettorale da parte delle amministrazioni pubbliche - di promesse fatte e non mantenute, supportate da improbabili rassicurazioni dell’ARPA (vedi post). La lotta contro l’inquinamento fognario è stata efficacemente sostenuta dall’Unione Europea che ha minacciato il suo intervento (vedi post).
Dall’altro lato, pesa l’assenza di una gestione responsabile del territorio dovuta anche alla prioritaria disponibilità degli amministratori per favorire interessi politici, partitici e privati: un’assenza diventata evidente nella gestione del dossier Geotermia e nel rifiuto di adottare un efficace Piano di Gestione per il Lago.
Il tutto in un’atmosfera di mancanza totale di dialogo, di trasparenza amministrativa e di coinvolgimento della cittadinanza: in sintesi di mancanza di maturità democratica.

Non demorderemo, anche se si pone seriamente la questione: è ancora utile di proseguire sulla strada dei tentativi di dialogo con queste forze politiche, oppure bisognerebbe riflettere su altre strategie di lotta?

Chiudiamo con un’ultima, buona notizia: in seguito al costante e attento lavoro svolto dall’associazione animalista Irriducibili Liberazione Animale, la Provincia di Viterbo ha rinunciato all’eradicazione delle oche canadesi dal Lago di Bolsena, iniziata nella primavera 2015 è voluta fortemente dall’amministrazione comunale di Capodimonte (vedi i nostri post precedenti).
Comunicano gli “Irriducibili”: “I primi di dicembre, dopo vari contatti con la Provincia di Viterbo, ci viene comunicato che le oche canadesi potranno starsene libere nel lago di Bolsena senza essere sterilizzate. Abbiamo fatto tanta pressione e alla fine siamo riusciti ad ottenere un risultato. Non sappiamo per quanto durerà perché nulla è per sempre, ma almeno per un po’ le oche staranno in pace. Per il momento prendiamo positivamente quanto fatto finora, che non è poco” (vedi l’articolo).

domenica 25 ottobre 2015

Lotta contro la geotermia: legittima difesa dell’ambiente


 

Si inasprisce la lotta dell’ ITW LKW Geotermia Italia S.p.a.* con l’obiettivo di ottenere le autorizzazioni per realizzare gli impianti geotermici di Castel Giorgio e Torre Alfina.

Infastidita dall’opposizione compatta della cittadinanza e di tutte le amministrazioni comunali del comprensorio, l’ITW LKW (consigliata probabilmente dalle società di “consensus building” cui fa riferimento) ha deciso di ricorrere a pressioni, minacce e denunce nei confronti di chi esprime o pubblica informazioni contrarie al progetto.
 
manifestazione sull'altopiano dell'Alfina - no alla geotermia speculativa
 
Alcune delle azioni intraprese:

- minaccia al Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini perché ha permesso a chi è contrario al progetto di esprimersi (link);

- denunce “in merito alle dichiarazioni effettuate durante l’orario di lezione da alcuni professori e dalla preside dell’istituto omnicomprensivo “Leonardo Da Vinci” di Acquapendente a proposito della convocata manifestazione di domenica 11 sull’altipiano dell’Alfina per manifestare contro la geotermia” (link);

- denuncia nei confronti di Piero Bruni, presidente dell’associazione Lago di Bolsena, “per procurato allarme” perché ha dichiarato che l’impianto inquinerà con arsenico ed altre sostanze cancerogene sia il lago di Bolsena sia l’acquifero superficiale che alimenta la rete potabile della Provincia di Viterbo;

- denuncia quale correo al giornalista autore dell’articolo che riporta le dichiarazioni di Bruni (link).

manifestazione sull'Alfina

Dato che molti esperti autorevoli e anche il tavolo tecnico della Regione Lazio confermano l’esistenza reale del rischio d’inquinamento della falda acquifera del Lago di Bolsena, nonché il rischio di terremoti indotti dall’esercizio degli impianti geotermici, è palese il vero obiettivo delle azioni legali: non una corretta informazione della cittadinanza, ma l’intimidazione e la soppressione dell’espressione libera di opinioni fondate su dati scientifici.

Vorremmo anche aggiungere che l’ingegner Bruni stesso non è uno sprovveduto in materia, avendo trascorso la sua vita lavorativa quale ingegnere specializzato in prospezioni geofisiche del sottosuolo. Notiamo anche che da più di 20 anni è attivo, volontariamente e senza ricavarne alcun profitto, nella salvaguardia dell’ambiente del Lago di Bolsena.  

Colpisce il fatto, che la ITW  Ingenieurunternehmung AG (link) è ansiosa, nel Liechtenstein, a presentare un’immagine seria e pulita di se stessa, sottolineando la sua competenza tecnica e il suo impegno sociale ed ambientale. L’ITW LKW geotermia S.p.a. invece si distingue nettamente dalla casa madre: diffonde giudizi deliranti sul piano scientifico, minaccia e denuncia chi esprime opinioni discordanti.

Perché in Italia la “costruzione del consenso” si limita alla soppressione dell’opposizione e alla prevaricazione del potere finanziario, mentre altrove, p. e. in Svizzera (il presidente dell’ITW è diplomato del prestigioso ETH di Zurigo) co-progettazione, trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza negli importanti progetti sono all’ordine del giorno (meccanismi richiesti dalle leggi vigenti anche in Italia, ma ignorati)?

Dà comunque speranza e coraggio agli oppositori l’assoluzione (“perché il fatto non sussiste”) dello scrittore Erri De Luca accusato di istigazione a delinquere perché sosteneva “che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua” (link). Esempio lampante che, anche in Italia, “la parola contraria sussiste e non costituisce reato”.

Erri De Luca in tribunale
 
Riportiamo in seguito la lettera aperta dell’ingegner Bruni in risposta alla querela dell’ITW LKW:

 

ITW&LKW Geotermia Italia S.p.A ha presentato alla Procura della Repubblica di Viterbo, una querela-denuncia penale nei miei confronti con quantificazione del danno “per procurato allarme” perché ho dichiarato che il loro impianto inquinerà con arsenico ed altre sostanze cancerogene sia il lago di Bolsena sia l’acquifero superficiale che alimenta la rete potabile della Provincia di Viterbo. E’ stato denunciato quale correo anche il giornalista autore dell’articolo poiché, a loro dire, avrebbe dovuto accertarsi della fondatezza delle dichiarazioni.

La suddetta società non fa altro che presentare esposti e querele avventandosi contro sindaci, comitati di cittadini e persino contro presidi e professori di scuola. Sono denuncie “urbi et orbi” al fine di intimorire anche i giornalisti che riferiscono le nostre e loro opinioni per dovere di cronaca. Potrei denunciare la s.p.A. e chi la dirige per “tentato disastro ambientale” ma non scendo al loro livello, tanto più che con queste minacce hanno rivelato la loro vera natura e si spera che i Ministeri, i Presidenti delle Regioni Lazio ed Umbria, i Sindaci e la Popolazione si rendano conto con che gente hanno a che fare e che, peggio ancora, potrebbero avere a che fare per i prossimi 20 o 30 anni.

La ITW&LKW Geotermia Italia S.p.A. ha un capitale di un milione di euro, ma il costo dell’impianto è dell’ordine di 25 milioni di euro e per realizzarlo deve aumentare il capitale o trovare sul mercato finanziario nazionale e internazionale quanto necessario, ma può farlo solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’impianto. L’altisonante ragione sociale ITW&LKW Geotermia Italia induce a far credere che facciano parte della compagine italiana due note società del Liechtenstein, invece se vai a vedere scopri che il 100% delle azioni appartengono a un unico socio austriaco (sotto forma societaria) specializzato in operazioni finanziarie, ma senza esperienza in impianti geotermici e senza il capitale necessario per realizzarli. Per l’impiantistica la S.p.A. italiana si è rivolta a consulenti esterni, per l’ambiente non ha argomenti validi e ricorre ad intimidazioni, per la parte finanziaria è scoperta, senza alcuna garanzia per realizzare l’impianto, risarcire eventuali danni e ripristinare il sito.

L’accanimento intimidatorio “urbi et orbi” si deve al fatto che entro poche settimane le Regioni Lazio e Umbria dovrebbero decidere se autorizzare o meno l’impianto di Castel Giorgio. Il valore delle azioni varierebbe da poco a molti milioni di euro il giorno stesso delle decisioni regionali. L’eventuale vendita delle azioni potrebbe interessare chiunque voglia investire 25 milioni di euro nella prospettiva di realizzare un buon affare grazie ai generosi incentivi offerti dallo stato italiano. Si sottolinea la parola chiunque perché sarebbe il socio austriaco a scegliere l’azionista controparte e non lo Stato italiano, ma la provenienza di quel denaro potrebbe essere non controllabile.

Una adeguata struttura finanziaria di qualsiasi proponente è condizione necessaria ma non sufficiente, posto che è prevalente la tutela ambientale (inquinamento della falda idropotabile, rischio sismico, ecc.). Comunque per qualsiasi piccolo appalto pubblico è necessaria la qualificazione ufficiale e altre certificazioni inclusa quella antimafia. Nel caso in oggetto, di grande interesse pubblico e quantificabile in diecine di milioni di euro si prospetta di concedere l’autorizzazione ad una controparte sconosciuta, ossia quella che acquisterà le azioni eventualmente vendute dal socio austriaco.

Lo Stato dovrebbe trattare esclusivamente con società trasparenti, con idonee referenze, che presentano un piano finanziario e industriale credibile. Fra l’altro non è vero che il socio austriaco porta capitale straniero in Italia dato che poco tempo dopo sarebbe molto di più il capitale che andrebbe nella direzione opposta.

Piero Bruni

 

 

* sede legale a Torino, sede operativa a Roma, Via di Porta Pinciana. Nata dallo sposalizio tra la ITW Ingenieurunternehmung, un’impresa del Liechtenstein attiva nel project management (agendo comunque con l’unico interesse finanziario), e la LKW, l’equivalente liechtensteinese dell’ENEL
 
 

sabato 5 settembre 2015

Geotermia: verso la decisione - parte seconda


Allo sfruttamento della geotermia nel comprensorio del Lago si oppongono fermamente la Provincia di Viterbo, tutti i Comuni del comprensorio del Lago e la cittadinanza. Con dichiarazioni pubbliche, anche vari esponenti della Regione hanno manifestato la loro opposizione, p. e. nella conferenza di Montefiascone del 15 maggio 2014. Stranamente, queste affermazioni in sostegno dei sindaci e della cittadinanza sono contraddette dall’atteggiamento effettivo della Regione, dove risalta il silenzio che equivale a un tacito assenso ai progetti geotermici (per informazioni sul quadro politico-amministrativo vedi la prima parte del post).

Attesa nervosa quindi in vista della conferenza di servizi dell’8 settembre dov’è indispensabile che la Regione Lazio si opponga energicamente al danno ambientale che comporterebbe l’impianto geotermico di Castel San Giorgio. Danno dovuto soprattutto al fatto che la centrale reinietta i reflui geotermici sotto il bacino idro-geologico del Lago di Bolsena (se pure l’impianto è collocato in Umbria).

Come evidenziato nel ricorso al TAR promosso dal Presidente della Provincia di Viterbo e da sette Comuni umbri e laziali, la reiniezione, oltre ad aumentare il rischio sismico, aumenterà la concentrazione di arsenico nella falda superficiale dalla quale viene attinta l’acqua potabile per la provincia di Viterbo e anche nell’acqua del lago.

Geyser
Nervosismo tradisce anche la reazione della ITW-LKW, con un articolo del 21 agosto sul Corriere di Viterbo, in risposta alla “Lettera aperta al Presidente della Regione Lazio On. Nicola Zingaretti” dell’associazione Lago di Bolsena del 20 agosto.

La società accusa gli oppositori di “disegno premeditato di confusione mediatica e di voluto allarmismo …” e minaccia: “Richiamiamo pertanto il Signor Bruni a tutte le sue responsabilità per le sue dichiarazioni errate sotto un profilo tecnico e scientifico”.

Nega inoltre l’esistenza reale di rischi, per quanto riguarda il pericolo di contaminazione della falda di acqua potabile: “ … l’acquifero profondo della zona Torre Alfina – Castel Giorgio, è perfettamente isolato da una efficiente copertura di rocce a bassa permeabilità”. La prova ne sarebbe: “ … se quanto dichiarato dal signor Bruni fosse vero e quindi a maggior ragione credibile, da sempre l’acqua del Lago di Bolsena avrebbe una temperatura standard oscillante tra i 140 e 150 gradi centigradi. Praticamente, emetterebbe costantemente fumi da ebollizione.”

Ora, gli studi geologici dimostrano che la copertura dell’acquifero geotermico è tutt’altro che “perfettamente isolante” poiché fortemente fratturata permettendo, anche nello stato di equilibrio attuale, la risalita di fluidi e vapori – sappiamo tutti che nel bacino del Lago esistono numerose sorgenti termali. Questa risalita rischia di aumentare drammaticamente in seguito alla reiniezione ad alta pressione dei fluidi geotermici.

Stupisce l’argomento “decisivo” circa “l’ebollizione” del Lago. Stupisce e preoccupa, perché dimostra una profonda ignoranza scientifica: vogliamo veramente affidare il futuro del Lago nelle mani di tali attori?

lago in ebollizione
La ITW-LKW minimizza anche il rischio sismico, evitando però di entrare nei dettagli della realtà del territorio. Cita uno studio del geofisico neozelandese Chris Bromley (invece di appoggiarsi su vari studi di esperti italiani e europei) concludendo sommariamente che “L’esperienza mostra che gli eventi sismici indotti nei progetti geotermici sono generalmente [sic!] di piccola magnitudo”. Ricordiamo soltanto che nel nostro territorio della “civiltà del tufo” anche un “generalmente piccolo” terremoto, che lascerebbe illesi gli edifici a Wairakei, rischia di provocare gravi danni nei nostri centri storici (interessante in questo contesto il confronto con il "leggero" sisma indotto nella zona del Monte Amiata con numerosi danni attribuibili allo "scarso comportamento antisismico delle vecchie strutture in pietra"; vedi il rapporto).

Fuorviante anche l’affermazione della società che nel progetto di Castel Giorgio “si tratta di uno sfruttamento idrotermale classico” (e quindi senza rischio sismico).

L’impianto pilota di Castel Giorgio presenta varie criticità irrisolte, di grande impatto ambientale, riconosciute anche dal tavolo tecnico della Regione Lazio, tra cui:

- un rischio sismico impossibile da prevedere;

- un rischio quantitativo e qualitativo di contaminazione della falda di acqua potabile.

origini dei sismi causati dall'uomo (servizio sismico svizzero)
Crea profondo malessere il fatto che non c’è mai stato un confronto aperto degli argomenti scientifici opposti (p. e. un hearing pubblico), in seguito a cui una commissione competente e indipendente avrebbe potuto discutere e decidere, apertamente, sulla compatibilità dell’impianto con le esigenze del territorio.

Negli giorni scorsi si sono susseguiti varie pubblicazioni: un comunicato stampa dell’associazione Lago di Bolsena rivendicando la sua posizione, articoli dei politici falisci Pietro Venturini (portavoce del M5S di Montefiascone che chiede l’opposizione del sindaco Cimarello) e Renato Trapé (delegato comunale all’ambiente che intitola: “Geotermia: non vogliamo che a decidere siano persone in conflitto d’interessi”), una risposta dell’ITW-LKW a Venturini, una lettera aperta “Agli Onorevoli componenti della Commissione Ambiente del Lazio” firmata dal presidente dell’associazione Lago di Bolsena, un articolo dell’ITW-LKW che nega l’esistenza di conflitti d’interesse, la risposta di Trapé che presenta le prove per questo conflitto.

Tutta la rassegna stampa si può consultare qui
carta dei sismi causati da progetti geotermici a Basilea, 2006/2007